
Durante i primi giorni di giugno il generale Eisenhower e i suoi ufficiali tennero riunioni due volte al giorno con la Commissione meteorologica dello SHAEF (Supreme Headquarters Allied Expeditionary Force - Quartier generale Supremo delle Forze di Spedizione Alleate): l’ ultima consultazione avvenne il 4 giugno alle ore 04:00, proprio mentre molte navi salpavano dai porti e quelle già in mare si disponevano in convogli.
Il colonnello James Stagg, appartenente al servizio meteorologico, comunicò a Einsenhower che per il 5 giugno ci sarebbe stato un tempo nuvoloso e temporalesco con venti a forza 5, con costante peggioramento atmosferico.
Eisenhower perciò si consultò con i comandanti supremi: mentre il generale Montgomery dichiarò che era bene procedere comunque, i marescialli Tedder e Leigh-Mallory consigliarono di rimandare; l’ ammiraglio Ramsay assicurò che la marina avrebbe fatto la sua parte, ma che la precisione dei bombardamenti navali sarebbe stata gravemente compromessa dalla visibilità e dal mare mosso.
Il comandante supremo fece notare che Overlord (nome in codice del piano d’ invasione dell’ Europa), avviata con forze di terra non molto potenti, era attuabile solo in virtù della schiacciante superiorità aerea alleata che, vanificata dal tempo avverso, non avrebbe potuto essere di alcuna utilità, esponendo così l'invasione a rischi eccessivi.
Alla fine gli alti ufficiali convennero con l'opinione del generale Eisenhower, che decise di posticipare di almeno un giorno, sperando in condizioni migliori per il 6 giugno: l’ ordine di fermare per il momento tutte le operazioni fu inviato alle 06:00.
I tedeschi invece, proprio a causa del brutto tempo che aveva flagellato la Manica il 4 e il 5 giugno, e delle condizioni incerte pronosticate per i giorni successivi, si aspettavano che gli sbarchi sarebbero avvenuti dopo la metà di giugno.
Quanto si sbagliavano...
L’ invasione iniziò nelle prime ore di martedì 6 giugno 1944 (data conosciuta come D-Day), quando toccarono terra nella penisola del Cotentin e nella zona di Caen le truppe alleate aviotrasportate, che aprirono la strada alle forze terrestri.
All’ alba del 6 giugno, precedute da un imponente bombardamento aeronavale, le fanterie sbarcarono su cinque spiagge.
fonte
"Our sons, pride of our nation, this day have set upon a mighty endeavor, a struggle to preserve our Republic… and to set free a suffering humanity”
Franklin Delano Roosevelt, 06/06/1944
Franklin Delano Roosevelt, 06/06/1944
Ricordare i morti, la sofferenza e le ingiustizie patite, per noi che conosciamo queste barbarie solo tramite i libri di storia ed Internet, è difficile, se non impossibile: possiamo solo immaginare ciò che è successo, non ricordarlo.
E possiamo rabbrividire, e fare di tutto per evitare che la storia si ripeta.
Nel nostro piccolo però possiamo rendere onore a quei padri e madri, figli e figlie, soldati e civili, esseri umani che hanno combattuto, sia a coloro che sono tornati a casa per abbracciare la loro famiglia (grazie nonno, ndr), sia a coloro che si sono spenti, lontano da casa, tra fame, fatica e stenti, combattendo per la libertà che noi diamo per scontata, ma che ha richiesto un prezzo di sangue altissimo per esserci donata.
Lo faremo a modo nostro, con un pensiero rivolto a chi ha dato tutto per un mondo migliore ed una serata di divertimento spensierato, ben consci del fatto che buona parte della nostra spensieratezza la dobbiamo a loro.

ritaglio di scatto by Robert Capa
Grazie.
by Giampyx
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In ricordo di questa operazione
appuntamento giovedì 6 giugno alle ore 22:30 in stanza di addestramento.
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