
Ha comandato la compagnia dell’ italiano Fiat-Ansaldo M13/40. Carri di questo tipo sono stati i principali carri armati nella campagna del Nord Africa in Italia. Crew Fiat-Ansaldo M13/40 consisteva in 4 persone: un autista, cannoniere, caricatore, cannoniere, operatore radio e comandante. Carri di debole affidabilità e spesso era necessaria la riparazione, e l’armatura non proprio resistente: 30 mm. fronte e 45 mm. torretta, insieme a 47 mm di cannone un vantaggio significativo per l’avversario (carri armati britannici).

Il tenente Luigi Pascucci ha combattuto nella battaglia di El Alamein. Nel novembre del 1942, nei pressi di Bir el Abd ha respinto con successo l’attacco britannico, utilizzando sapientemente il terreno.Il 5 Novembre 1942 il suo plotone è stato incaricato di difendere il fianco sinistro per garantire il ritiro delle forze da parte della Divisione Armata Rossa “Ariete”.
La brigata corazzata britannica ha condotto un’offensiva in questo settore e significativamente superiori alle truppe italiane, sia numericamente che nella potenza dei carri armati.
Risolse il suo compito, il plotone britannico fu tagliato fuori dalle forze di difesa dell’esercito italiano. Poi Pascucci, raccogliendo i restanti 11 M13/40 decise di sferrare un contrattacco … Durante la lotta, tutti i carri armati italiani sono stati distrutti, e il tenente Luigi Pascucci morì. E ‘stato insignito del premio più alto in Italia – una medaglia d’oro “al Merito Militare”. In onore di Luigi è stata rinominata la strada dove ha vissuto.
Qui la motivazione della Medaglia:
Medaglia d'oro al valor militare
«Comandante di compagnia carristi, negli aspri combattimenti dell’ultima battaglia di El Alamein trasfondeva nel suo reparto eccelse doti di animo e di cuore col costante esempio di cosciente sprezzo del pericolo. Sosteneva con indomita fermezza il compito di proteggere il fianco sinistro dello schieramento reggimentale pressoché accerchiato dalla dilagante massa di mezzi corazzati avversari, consentendo così agli altri reparti l’esecuzione dell’ordine di ripiegamento. Conscio della necessità di arginare, anche per poco tempo, l’avanzata dell’avversario, nonostante l’infernale bombardamento, e incurante della schiacciante superiorità dei nemico, alla testa degli undici carri superstiti si avventava in mezzo alla formazione avversaria costringendola ad arretrare in disordine e con gravi perdite, seguito, nel supremo consapevole sacrificio, dall’emulazione dei suoi eroici soldati. Il campo della cruentissima lotta non restituì le loro spoglie, ma rimasero i dilaniati relitti dei loro carri a testimoniare la sublime, disperata impresa e ad additarli ad esempio dello spirito di sacrificio, di abnegazione e di cameratismo spinto alle più alte vette dell’eroismo..»
— — Bir el Abd-Fuka (A.S.), 4-5 novembre 1942
Qua una chicca...



