"Soldati dell’ Armata corazzata d’ Africa, dobbiamo ora annientare l’ avversario. Noi non ci fermeremo prima di aver schiacciato le ultime unità dell’ Ottava armata britannica. Nei prossimi giorni vi domanderò il grande sforzo finale”
Con queste parole il fedmaresciallo Erwin Rommel cercò di motivare le truppe in previsione di quella che viene ricordata come la “prima battaglia di El Alamein”. Ma andiamo con ordine...

Il fedmaresciallo Erwin Johannes Eugen Rommel
Dopo le vittorie di Gazala e Tobruch Rommel avanzava in Egitto, nel Luglio del 1942, con l’ obiettivo di stroncare la linea di rifornimenti che passava dal canale di Suez.
Conscio dell’ inferiorità numerica, decise di sferrare un attacco lampo contro le difese malamente dispiegate degli Alleati ad El Alamein.
L’ attacco dell’ Asse del 30 Agosto 1942 ad Alam Halfa risultò però inconcludente: la catena di rifornimenti troppo lunga e la disparità di forze in campo costrinse Rommel a ripiegare ed a trincerarsi, in attesa di rinforzi e rifornimenti.
Tra il 13 e 14 Settembre gli Alleati, nel tentativo di colpire la fragile catena di rifornimenti dell’ Asse, subirono gravi perdite da parte di una notevole resistenza nemica. Navi distrutte ed attacco a terra respinto.
Una situazione di stallo, destinata a cambiare dal 23 Ottobre al 3 Novembre 1942, nella seconda battaglia di El Alamein.

Campo di battaglia e schieramenti iniziali
Le forze dell’ Asse erano trincerate dietro un vastissimo campo minato, più “denso” vicino alle zone ove stazionavano minori quantità di uomini e mezzi.
Gli Alleati disponevano di un numero decisamente maggiore di soldati, ma non solo: gli Sherman e gli M3 Grant avevano pochi rivali.

Carri Sherman
Solo pochi mezzi Tedeschi potevano danneggiare i corazzati Alleati, mentre maggior pericolo arrivava dai cannoni antiaerei Tedeschi ed Italiani, efficacemente impiegati in funzione anticarro.

Cannone 88 FlaK
Era da settimane che il Generale Bernard Montgomery, a capo delle forze Alleate, preparava questa battaglia: aveva studiato minuziosamente tutti i dettagli, ed azioni diversive erano state effettuate anche mesi prima per trarre in inganno il nemico.

Il Generale Bernard Law Montgomery
Tutto era pronto, la battaglia poteva cominciare.
Il 23 Ottobre 1942 dal Cairo venne trasmesso un messaggio a Londra:
"23 ottobre 1942 - Comandante in capo Medio Oriente a Primo Ministro e Capo di Stato Maggiore imperiale. ZIP”
La parola “ZIP” era il nome in codice, la battaglia era iniziata.
Alle ore 21:40 1000 cannoni dell’ Ottava Armata britannica colpirono la prima linea dell’ Asse: per 15 minuti, una pioggia di distruzione colpì duramente uomini e mezzi.

Cannone Ordnance QF 6-pounder
Nei primi 5 giorni di combattimenti pesanti perdite colpirono entrambi gli schieramenti, con gli Alleati alle prese con la difficoltà nel creare corridoi sicuri tra i campi minati e le forze dell’ Asse che si assottigliavano velocemente, carro dopo carro, uomo dopo uomo.

Panzer IV F distrutto
Montgomery appariva calmo, ma i suoi piani non si erano avverati: non aveva conquistato 2 punti strategici, i varchi nei campi minati erano pochi, le perdite erano state importanti.
Era venuto il momento di organizzare un altro piano.
L’ 1 Novembre una serie di attacchi di massa, facenti parte dell’ operazione “Supercharge", si susseguirono causando gravi perdite per gli Alleati, ma anche conseguendo importanti vittorie, come l’ occupare posizioni strategiche e ridurre le forze corazzate dell’ Asse: al 3 Novembre Rommel disponeva di soli 35 carri funzionanti.
Rommel capì che la ritirata era l’ unica via percorribile, nonostante il Führer gli avesse inviato un ordine di “vittoria o morte”.
La mattina del 4 Novembre le residue truppe dell’ Asse erano tutte in ritirata, gli Alleati, nonostante gravi perdite, avevano vinto. La sera stessa Hitler diede il suo consenso per la ritirara.
Sacche di resistenza diedero filo da torcere agli Alleati, in particolare gli Italiani della “Folgore" inflissero perdite enormi, specie se commisurate all’ equipaggiamento in loro possesso: alla fine, il 6 Novembre, senza più munizioni, dovettero arrendersi.

Targa commemorativa presso il Sacrario Militare Italiano ad El Alamein
Gravi perdite per entrambi gli schieramenti, con migliaia di morti, feriti e dispersi… e noi, nel nostro piccolo, continuiamo a ricordarli a modo nostro...

Cippo a 111 Km da Alessandria
Fonte 1
Fonte 2



ITALIA
